Introduzione: L’amministrazione comunale, nell’intento di recuperare spazi culturali e memorie della città, ha provveduto negli anni passati all’acquisizione al patrimonio comunale dello storico Teatro Mugnone di Marcianise. Uno sforzo finanziario enorme per l’ente che segna, inequivocabilmente, la volontà precisa di valorizzazione dei simboli culturali legati alla storia della nostra città. Accanto a questo intento ce n’è un altro, più pratico, di mettere a disposizione delle associazioni e degli operatori culturali uno spazio teatrale e di arte che vada a sanare un’impellente esigenza venutosi a creare negli ultimi anni.
Nell’attesa dell’inizio (imminente) del restauro del Mugnone, l’Assessorato alla Cultura intende porre in essere una serie di iniziative culturali che vadano nella direzione della riscoperta della storia del Teatro di Marcianise e del personaggio illustre a cui fu intitolato e cioè il Maestro Leopoldo Mugnone.
Alessandro Tartaglione
[Assessore alla Cultura del Comune di Marcianise]
Unart Group è un’associazione culturale che nasce nella città di Marcianise ed ha come obiettivo la valorizzazione e la promozione di “Terra di Lavoro” attraverso la produzione di attività culturali, formative, sociali e ricreative.
E’ da sempre attenta alle sorti del Teatro Mugnone, poiché individua in esso lo “spazio polifunzionale comune” mancante in città. Al momento dell’acquisizione della struttura da parte dell’amministrazione comunale, Unart Group ha colto l’occasione per renderlo oggetto di una ricerca storica e, crediamo, di utilità sociale.
Nel ricercare il nome associato al cognome Mugnone, attraverso un attento studio dei testi presenti in Biblioteca Comunale e l’ascolto della memoria storica dei più anziani, vien fuori la risposta: Leopoldo, il direttore d’orchestra, universalmente noto, M° Leopoldo Mugnone.
L’approfondimento della ricerca è ancora in essere e grazie alla collaborazione dell’Assessore alla Cultura dott. Alessandro Tartaglione, l’associazione ne ha fatto un progetto diviso in più fasi.
Il concerto “Omaggio a L. Mugnone”, rappresenta l’apertura dei lavori e ci auguriamo il rilancio di una passione culturale cittadina, che indirizzi le energie della Rete Sociale (Scuola, Chiesa, Pubblica Amministrazione, Associazioni, giovani e non solo) verso le esigenze delle nostra comunità, evitandone la frammentazione (e di conseguenza l’esclusione sociale) e creando spazi di aggregazione, dibattiti e confronti, necessari per il risveglio delle coscienze e strumenti indispensabili per la costituzione di una cittadinanza attiva.
Enzo Raucci
[Presidente Unart Group]
Mugnone musicista, direttore di coro e d’orchestra ci ha lasciato anche diverse liriche da camera per canto e pianoforte, alcune delle quali su testi di Ferdinando Russo, l’opera Vita Bretona in tre atti e quattro quadri, Mamma Angot a Costantinopoli operetta comica in tre atti, Don Bizzarro e le sue figlie operetta comica in un atto, il Birichino bozzetto melodrammatico in un atto, diverse strumentazioni tre cui quella della romance per orchestra Pourquoi? e numerose riduzioni per canto e pianoforte delle opere di Mascagni, Verdi, Puccini che più amava dirigere.
L’opera compositiva di Mugnone è intensamente influenzata dalle acquisizioni stilistiche della cosiddetta scuola verista. Abile interprete delle opere liriche di Verdi, Ma scagni, Giordano, Puccini ne assimila il linguaggio espressivo intenso e diretto. Anche nelle liriche per canto e pianoforte la musica si dispiega a ricercare nuovi orditi architettonici, più espressivi, in un linguaggio compositivo che, oramai assimilata l’esperienza Wagneriana, si libera alla continua ricerca di piani armonici in continuo divenire, modulanti, per rendere con accuratezza il fluire emotivo del testo poetico.
Giovanni Borrelli
€musicista, musicologo]
Mugnone, Leopoldo.
Direttore d’orchestra e compositore italiano, universalmente noto, nacque a Napoli il 29 settembre 1858 e morì a Capodichino (Napoli) il 22 dicembre 1941.
Figlio di Antonio, primo contrabbasso al Teatro San Carlo, intraprese gli studi musicali alla scuola di Beniamino Cesi e Paolo Serrao nel Conservatorio di San Pietro a Majella. A soli 12 anni componeva l’operina buffa Il Dottor Bartolo Salsapariglia, alla cui esecuzione, benché avesse voce di contralto, volle prendere parte come basso comico. Ancora studente (1875) veniva assunto come maestro del coro per la stagione di opere comiche ed operette al Teatro Nuovo di Napoli, allestita da F. Sadowsky. Passò poi al Garibaldi, dapprima come maestro del coro, poi come concertatore. In una breve stagione al Costanzi (1887) diresse La Forza del Destino e Ruy Blas di Marchetti e l’anno dopo l’editore Sonzogno, intuendone le eccezionali possibilità, lo assunse in proprio. Cosi Lepoldo si trovò a dirigere nel 1888, importanti teatri europei tra cui il Municipale di Nizza, il Théâtre de la Gaîté di Parigi , la Scala. Secondo Depanis, una sua Carmen del 1888, con Luisa Borghi, al Carignano di Torino fu l’ultimo godimento artistico di Friedrich Nietzsche prima della pazzia. Ancora al Costanzi, il 17 maggio 1890, portò al trionfo Cavalleria rusticana del giovane Mascagni, vincitore del Concorso Sonzogno, e da allora venne indicato dai compositori della “giovane scuola” come un geniale animatore delle loro opere. Di Puccini tenne a battesimo, nello stesso teatro, la sera del 14 gennaio 1900, Tosca (con la Darclée, De Marchi, Giraldoni), dopo aver magistralmente diretto in teatro Manon Lescaut e Bohème. Fu quindi per due stagioni al Covent Garden e a varie riprese a Buenos Aires, dove fece conoscere anche alcune opere di Wagner (v. elenco). Di Leoncavallo allestì al Colòn Zaza, con Titta Ruffo (1902) e in prima assoluta diresse al Massimo di Palermo Mese Mariano (17 marzo 1910) di Giordano, ed infine alla Scala La Figlia di Iorio (22 aprile 1906) di Franchetti. Meno fortuna ebbe la sua carriera di compositore poiché Il Birichino incluso nel programma del Teatro dell’Esposizione di ‘Vienna nel 1892 fu giudicata da Hanslick cosa mediocre e noiosa. Verdi, che gli fu amico, molto lodava le sue concertazioni di Otello e Falstaff. Dopo una rappresentazione di Falstaff all’Opera di Parigi, Boito riferiva all’autore: “Mugnone ha intuito tutto lo spartito con una grande potenza di penetrazione” (lettera del 20 dicembre 1894). Con la stessa opera verdiana inaugurò il Teatro Massimo di Palermo (16 maggio 1897). Un aneddoto racconta che Leopoldo ebbe una volta fra le mani uno spartito con delle annotazioni di Toscanini, lo buttò via e disse: “Bah! Puzza di Parma!”. Le celebrazioni scaligere del centenario verdiano (ottobre 1913) furono inaugurate con una memorabile edizione del Nabucco, da Leopoldo concertato e diretto. Diede validi saggi anche come direttore di concerti sinfonici (Augusteo di Roma, 1917-1918). Intorno al 1933 donò ai Musei della Scala e dell’Opera di Roma e al Conservatorio di Napoli circa 2000 documenti, lettere di Verdi, Massenet, Mascagni, Strauss, Leoncavallo, e un voluminoso carteggio pucciniano. Se indiscusso ed unanime a livello internazionale fu il suo successo, non altrettanto si può dire della sua controversa personalità : per alcuni “un galantuomo che prodigava l’amicizia e l’umana solidarietà” mentre per Arrigo Cajuni in Pensieri di un libertino Mugnone era “uomo diffidente quanto noioso”.
OPERE : II Dottor Bartolo Saisapariglia (Na, 1870-71); Don Bizzarro e le sue figlie, I a. (l E. Golisciani; ivi, T. Nuovo, 20 apr. 1875); Mamma Angot al serraglio di Costantinopoli, 3 a. (id.; ivi, est. 187s); Il Birichino, I a. (id.; Ve, T. Malibran, ag. 1892; Vi, T. dell’Espos., 19 sett. 1892; Barcellona 1893); Vita brettone, 3 a. (id.; Na, T. S. Carlo, 14 mar. 1905; Ba 1905).
OPERE DIRETTE IN I ESEC. (oltre a quelle cit. nella voce): Carlotta Clépier di P. Floridia (Na., Circo Naz., mag. 1882); Regina e contadina di Sarria (ivi, T. (lei Fiorentini, 24 giu. 1882, con la Bellincioni e Pini Corsi); Medgé di S. Samara (Ro, Costanzi, 11 dic. 1888, con la Calve e De Vries); Il Conte di Gléichen di Auteri-Manzocchi (ivi, stag. 1888-89); Cid di Massenet I a Ro (ivi, id.); Patria di Paladilhe. id. (ivi, aut. 1888) ; Djamileh di Bizet, id. (ivi, stag. 1889-90, con la Bellincioni); Orfeo di Gluck, id. (ivi 1889); Labilia di N. Spinelli (ivi, 9 mag. 1890, con la Bellincioni e Stagno); Andrea del Sarto di Baravalle e Spartaco di Platania (ivi, stag. 1890-91, con la Marconi e Cattaneo); Rudello di V. Ferroni (ivi, 28 mag. 1890, con la Bellincioni e Stagno); I Pagliacci di Leoncavallo e Ii Birichino, I loc. (Ro, T. Naz., 1892); Maestri cantori, I in Sudamerica (BA, in it., 6 ag. 1898); Le Villi di Puccini, I a Ro (Costanzi, 28 ott. 1899, con la Pasini e R. Galli); Werther, id. (ivi, 30 dic. 1899, con la Savelli e De Luca) e Saffo di Massenet, id. (ivi, 20 mar. 1900, con la Bellincioni e Moreo); Le Maschere di Mascagni (Na, S. Carlo, 19 genn. 1901, con la Pandolfini, la Giachetti e Schiavazzi); II Crepuscolo degli Dei, Louise di Charpentier, Mese Mariano di Giordano, tutte in I esec. per il Sudamerica.
OPERE DIRETTE AL COVENT GARDEN: stag. 5 ott. - 30 nov. 1905: Andrea Chénier, I loc. (con la Strakosch, Zenatello, Sammarco), Don Giovanni (con la Strakosch e Battistini), Butterfly (con la Giachetti), Faust e Traviata (con la Melba), Manon Le scaut, Bohème, Tosca, Mefistofele, Aida, Ballo in maschera, Rigoletto (con la Melba, Stracciari, Battistini); stag. 12 mag. - 2 ag. 1919: Aida, Tosca, Butterfly e altre di repert. e I es. in Inghilterra di Iris (8 lu., con la Sheridan); stag. 18 mag. - 10 lu. 1925: Aida, Chénier (con la Sheridan, Lauri-Volpi, Franci), Barbiere (con la Dal Monte), Tosca (con la Jeritza).
Opera sociale dei primi anni 20, da alcuni decenni versa in un grave stato di degrado ed abbandono. Solo pochi mesi fa l’amministrazione comunale l’ha acquisita ai fini di un restauro. La costruzione trae la sua imponenza dalle tre ampie arcate della facciata separata da poderosi piloni. Nella parete principale dell’atrio sono sistemate alcune finestre suddivise da lesene scanalate che continuano lungo il solaio, dove sono ospitati dei motivi decorativi a rilievo. L’impianto planimetrico del nucleo principale, impostato su un ottagono irregolare, oltre al palcoscenico dalle perfette proporzioni, comprende la platea, i parchi ed una galleria; un corpo di fabbrica annesso, destinato agli alloggi degli artisti, completava l’assetto volumetrico della costruzione. In seguito ad uno studio sul recupero del Teatro Mugnone, svolto dagli architetti Stefano Marino, Rosalba Iodice e Aniello Iuliano, apprendiamo che l’edificio fu utilizzato prevalentemente per le prove dei lavori musicali e teatrali del San Carlo di Napoli dirette dal M° L. Mugnone. Essendo poi l’unica struttura adatta a rappresentazioni pubbliche, il Mugnone ospitò spettacoli dei più svariati generi, dal varietà all’opera musicale, dalla lirica alla prosa, fino a spettacoli circensi con animali.
All’epoca, oltre a un paio di cinematografi, v’era in Galleria un vecchio e glorioso teatro di varietà, lo storico Salone Margherita che fu il vecchio tempio del Varietà a Napoli e fu inaugurato nello stesso anno della Galleria. Il teatro, costruito come salone di concerti, divenne ben presto un Café-Chantant dove gli spettatori, consumando un « sorbetto », potevano assistere ad un programma vario. Fu però un locale per elegantoni, in quanto il biglietto per entrarvi costava ben due lire; l’orchestra stabile aveva tra i suoi orchestrali nomi di riguardo come quello di Ferdinando Mugnone, il fratello del grande direttore Leopoldo, ed il maestro concertatore tedesco Robert Felsmann; il palchettaio, poi, era un nobile decaduto, il marchese di Franco. Il locale fu quindi frequentato da eminenti personaggi del momento, da Di Giacomo a Scarfoglio, da Ferdinando Russo a Roberto Bracco, dal maestro De Leva al maestro Mario Costa, dal ministro Crispi al principe ereditario di Casa Savoia, a Gabriele D’Annunzio che vi conobbe la graziosa francesina Pierrette Butterfly, presentatagli da Edoardo Scarfoglio. Non mancò tra i frequentatori del Café-Chantant un tal notabile di Marcianise, Nicola Gaglione, già amico del concittadino Pasquale Mugnone, pianista e maestro egregio di canto che, proprio qui, conobbe Ferdinando ed ebbe l’opportunità di incontrare ed incaricare l’illustre fratello di curare l’acustica del teatro che di lì a poco sarebbe stato realizzato a Marcianise per volontà delle famiglie Accinni e Gaglione. Leopoldo fu subito entusiasta dell’iniziativa, tant’è che in una lettera inviata al notar Nicola Gaglione, in occasione degli auguri per il nuovo anno, asseriva: “Grazie infinite per la notizia che mi hai dato del teatro che spero dunque di inaugurare al più presto“.
BIBL.: L. M., in Il Teatro Illustrato, Milano 1890, p. 66; L. Al., in Il Teatro Italiano, ivi 1913; T. Ruffo, La mia parabola artistica, ivi 1937; E. De Leva, L. M . nel dolore e nell’arte, Corriere di Napoli, 6 ag. 1941; A. De Angelis, Aneddoti sit M., in La Voce d’Italia, 23 nov. 1941 ; id., L. M. era timido con Verdi, in Il Giornaie d’Italia, apr. 1958, “Marcianise urbanistica, architettura ed arte nei secoli ” di Salvatore Costanzo, “Storia di Marcianise” di Gabriele Jannelli.
Omaggio a Leopoldo Mugnone
Concerto di musiche di Leopoldo Mugnone
Programma
Leopoldo Mugnone “Serenata picciosa” (per soprano e pianoforte)
Leopoldo Mugnone “A Nenna mia” (stornello in dialetto napoletano)
Leopoldo Mugnone “La Rosella” stornello in dialetto napoletano
P. Mascagni “Intermezzo” da la Cavalleria Rusticana
riduzione per violino e pianoforte di Leopoldo Mugnone
G.. Puccini “Oh mio babbino caro” da Gianni Schicchi
riduzione per pianoforte e voci di Leopoldo Mugnone
Leopoldo Mugnone “Ne la grotta” (romanza)
Leopoldo Mugnone “Povero cor’ ” (tempo di barcarola)
Leopoldo Mugnone “Il birichino è per mia fé…” da “Il Birichino”
bozzetto melodrammatico in un atto
Leopoldo Mugnone “Canzone Amirosa” (Canzone)
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Ensemble da camera l’Arcadia
Soprano Ilaria Iaquinta
Violino Giovanni Borrelli
Pianoforte Giovanna Di Meo
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Don Salvatore Foglia (rettore Chiesa San Carlo)
dott. Franco Delli Paoli (Biblioteca Comunale)
“TERRA” associazione culturale
Segreteria Organizzativa: Unart Group - associazione culturale universitaria
Ideazione, ricerca e coordinamento: Enzo Raucci
Trascrizione Testi: Michele Raucci
Ideazione Grafica: Antonio De Chiara
per informazioni: unartgroup@fastwebnet.it , +39.339.2446233
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CURRICULUM VITAE
Giovanni Borrelli
Ha studiato Violino a Napoli con il M° Carlo Giuntoli e poi a Roma con il M° Georg Monch, diplomandosi brillantemente ha seguito poi vari corsi di perfezionamento alla Scuola di Musica di Fiesole, alla Accademia Chigiana di Siena, alla Accademia “O. Respighi” di Roma, ed il corso di Alto Perfezionamento tecnico ed interpretativo con i Maestri Pavel Vernikov, Ilya Grubert e Zynaida Giles.
Ha tenuto numerosi concerti sia da solista, che in duo ed in formazioni da Camera e Sinfoniche per importanti Associazioni Musicali tra cui: Fryderyk Chopin, l’Accademie de Musique et des arts de la Parol di Bruxelles, Accademia Manuel de Falla, Rotary International, Associazione Scarlatti, Lions Club, Campania Felix, esibendosi sia in Italia che all’estero.
Ha preso parte a prestigiose rassegne concertistiche e festival musicali quali il XII Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, la Rassegna Concertistica di Musica Contemporanea a Villa Rufolo di Ravello (Sa), la Rassegna di musica antica “Né sole né luna” al Teatro Comunale di Benevento, Festival di Nantes e il Sydney Music Festival.
Con il ruolo di Violino solista dell’Orchestra da Camera di Benevento e del Sannio ha preso parte nel 1998 ad una tournée in USA esibendosi tra l’altro alla:
§ Fordham University di New York - Department of Modern Languages and Litaratures.
§ Auditorium University at Stony Brook - New York.
§ Teatro Principal di Puebla (Mexico).
Accanto all’attività concertistica studia Composizione, e direzione d’orchestra ed è laureato in D.A.M.S (Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna.
Nel 1993 ha fondato il gruppo da Camera “Orfeo Ensemble” di cui è direttore e violino solista con il quale ha tenuto diversi concerti riscuotendo calorosi consensi di critica e di pubblico:
…“l’Orfeo Ensemble si pone come efficace messaggero, filologicamente aderente, del concerto strumentale del ‘700″…
Luigi Costa (musicologo).
Ha registrato per la Televisione Tedesca T.D.F., per Radio France, per Canal+, TF1 e France 2 della Televisione francese, per la televisione australiana SBS e per la RAI Radio Televisione Italiana.
Ha inciso per la Casa Discografica francese “Last Call” e per l’etichetta discografica Portoghese Equilibium Music.
Attualmente collabora con l’Associazione Professori dell’Orchestra Alessandro Scarlatti della RAI di Napoli, con Il Teatro San Carlo di Napoli ed è docente di violino nelle Scuole Medie ad Indirizzo Musicale.
…tanta abilità e gusto nel porgere…
il Tempo
…le musiche eseguite in scena segnano suggestivi passaggi…
il Giornale di Napoli
… un interprete trascinante e coinvolgente…
Roma
…”C’est l’apothéose baroque, le grouillement romantique, un enthousiasmant vertice de nostalgie. Courez-y ! »
Bernard Dicale [Le Figaro]
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Ilaria Iaquinta Soprano
Ilaria Iaquinta, soprano, ha studiato canto lirico presso il Conservatorio di Napoli “San Pietro a Majella”. Si è diplomata nel 2002. Ha seguito diversi corsi di perfezionamento con Maestri di calibro internazionale. Tra questi Mirella Freni.
Ha approfondito lo studio cameristico con il M° Antonio Florio. E’ vincitrice di concorsi internazionali.
Svolge un’intensa attività concertistica molto seguita ed apprezzata sia dal pubblico che dalla critica. Si è esibita presso prestigiose istituzioni, Festival e sedi sia nazionali che internazionali. Tra queste: Centro di musica antica Pietà dei Turchini, Festival di Ravello, Festival di St Denis, Kolner Philarmonie di Colonia, Napoli in festa della Provincia di Napoli, Istituti di cultura tedesca e francese, Maggio dei monumenti,Conservatorio di Napoli , Corpo consolare, Cavalieri dell’ordine di Malta, Lions, Associazione Scarlatti, Rassegna Farnesiana di Piacenza, Stadttheater di Monaco di Baviera.
E’ stata interprete principale in alcune opere buffe tra cui “Le cantatrici villane” di V.Fioravanti al Teatro Savoia di Campobasso.
Nel 2000 ha partecipato all’Opera-film in mondovisione “Traviata a Paris” con la direzione di Zubin Metha e la regia di Patroni Griffi.
Ha collaborato con il Teatro Rendano di Cosenza e il Teatro Verdi di Trieste.
Ha vinto l’audizione con la Fondazione Teatro la Fenice di Venezia con la quale sta attualmente collaborando.
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Giovanna Di Meo
Inizia lo studio del pianoforte all’età di 5 anni. Dai 9 ai 15 partecipa a numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali vincendo il primo premio assoluto (città di Alberga, città di Messina, concorso internazionale M. Clementi di Firenze, concorso nazionale città di Osimo, concorso internazionale città di Salerno, concorso internazionale città di S. Bartolomeo a Mare).
Studia composizione con il M° Mazzotta e si diploma in pianoforte al conservatorio di Napoli all’età di 19 anni sotto la guida del M° Luigi Averna con dieci e lode e menzione speciale.
Segue numerosi corsi di perfezionamento in Italia e all’Estero con pianisti di fama internazionale quali M° Michele, Marvulli e Sergio Fiorentino, Alexander Louquic. Numerosi i concerti sostenuti: esordisce a 14 anni alle Terme Romane di Baia con l’Orchestra “Ferrara” diretta dal M° R. Piemontese eseguendo il 1° Concerto di Beethoven.
Dal 2004 collabora con il M° Paolo Acunzo direttore e fondatore del Coro Polifonico “Musique Esperance, Giuseppe Calasanzio” in qualità di pianista accompagnatrice e in duo con il violinista Giovanni Borrelli con cui tiene numerosi concerti sia in Italia che all’Estero.
Intraprende giovanissima la carriera dell’insegnamento ed attualmente è docente di pianoforte alla S.M.S. “Ciccone” di Saviano (NA).
Altre immagini inviatemi da Ciro Daniele
Commenti, pensieri e parole.