Lo riporta stamane il Corriere del Mezzogiorno, è una buona notizia, che ci fa pensare al cambiamento (almeno di facciata) della politica casertana. Quindi, una cosa accomuna i candidati alla carica di presidente della Provincia di Caserta: nelle loro liste non ci sarà chi è sottoposto a indagini. Giuseppe Stellato (Pd) e Domenico Zinzi (Udc) sono i due candidati alla presidenza della Provincia. Questo è il loro primo faccia a faccia (virtuale) sulle cinque domande poste dal Corriere. L’Idv intanto sbatte la porta e annuncia: «Il nostro candidato è Giovanni Piccirillo». Oggi il Pd si appellerà all’unità.
Di seguito le risposte dei candidati
Giuseppe Stellato, 49 anni, consigliere regionale, è un avvocato penalista. Sposato, ha quattro figli e due passioni: le passeggiate in campagna e la lettura. L’ultimo libro sul comodino è quello di Luca Ricolfi, «Il sacco del Nord».
Quali criteri intende adottare per la formazione della squadra? Quante donne ci saranno? Renderà pubblici i nomi prima del voto?
«La squadra va formata amalgamando le varie competenze. Ci sarà spazio per i tecnici, ma senza la politica non si amministra. Sulle quote rosa ci confronteremo con la coalizione, ma almeno una donna ci sarà. Rendere pubblica la squadra prima delle elezioni è un segnale di trasparenza, ma potrebbe assumere il significato di una verifica preliminare che non so quanto possa risultare utile».
La provincia di Caserta è uno dei territori di più alta densità criminale: si impegna a tenere fuori dalle liste gli accusati di contiguità con la camorra?
«Dobbiamo rispettare il nostro codice etico: il Pd e i partiti alleati si sono ispirati a principi di rigore nei confronti di chi ha precedenti penali specifici a proprio carico. Beninteso, questo non è giustizialismo, ma obbligo di trasparenza nei confronti dell’elettorato».
Il sistema di consulenze nella provincia di Caserta è stato spesso al centro d’inchieste: come pensa di renderlo trasparente?
«Il problema di fondo è l’equilibrio tra la macchina amministrativa e la gestione della cosa pubblica, e il ricorso esasperato alle consulenze è frutto di una non corretta messa a punto della macchina amministrativa. Si tratta di uno strumenti importante, ma solo se serve a supplire (o integrare) competenze tecniche che mancano. È chiaro che non possono essere intese come ipotesi di prebende, dunque taglierò tutte quelle inutili».
Qual è il suo modello di amministratore pubblico? Può citare due o tre nomi in Italia o in Europa, cui si ispira e che apprezza?
«Il modello si costruisce in base alle esigenze del territorio. Abbiamo avuto amministratori pubblici che nella nostra realtà regionale hanno fatto benissimo perché all’altezza del compito, e io più che a modelli soggettivi faccio riferimento amodelli di efficienza. Penso a Vincenzo De Luca sindaco di Salerno. E penso anche alla prima fase di Antonio Bassolino, quand’era sindaco di Napoli».
Qual è la prima cosa che farà se sarà eletto presidente della Provincia?
«I primi provvedimenti che adotterò saranno quelli destinati a sbloccare i grandi progetti fermi, a cominciare da quello finalizzato ad assicurare la centralità di questa provincia provincia nel sistema di collegamento Nord-Sud. E poi avviare il recupero ambientale, dare il via alla bonifica integrata, attivare i depuratori».
Domenico Zinzi, 67 anni, deputato, è un medico chirurgo. Sposato, ha due figli e tre passioni: cinema, musica e lettura. L’ultimo libro sul comodino è quello di Carlo Bresciani, «Etica, risorse economiche e sanità».
Quali criteri intende adottare per la formazione della squadra? Quante donne ci saranno? Renderà pubblici i nomi prima del voto?
«I criteri adottati per la formazione della squadra di governo saranno improntati al rispetto del buon livello tecnico e all’appartenenza politica. Ci sarà certamente presenza di donne all’interno della giunta provinciale. E la compagine sarà resa nota a risultato elettorale acquisito, nel rispetto di tutti i partiti della coalizione».
La provincia di Caserta è uno dei territori di più alta densità criminale: si impegna a tenere fuori dalle liste gli accusati di contiguità con la camorra?
«La formazione delle liste rispetterà fedelmente il codice etico che la coalizione di centrodestra si è data ad ogni livello. Inoltre, non solo mi impegno a tenere fuori dalle liste persone coinvolte in procedimenti penali, ma chiederò ad ogni candidato delle liste apparentate di sottoscrivere un’autocertificazione appositamente predisposta».
Il sistema di consulenze nella provincia di Caserta è stato spesso al centro d’inchieste: come pensa di renderlo trasparente?
«Sull’argomento ritengo che ci debba essere una netta inversione di tendenza rispetto al passato. La consulenza non può essere intesa come strumento di gratificazione politica o clientelare. Per questo, si ricorrerà a tale soluzione solo se necessario e nel rispetto di criteri oggettivi di riconosciuta professionalità. Il nostro obiettivo è quello di rendere la Provincia un autentico palazzo di vetro, dove tutto deve essere trasparente».
Qual è il suo modello di amministratore pubblico? Può citare due o tre nomi in Italia o in Europa, cui si ispira e che apprezza?
«Indubbiamente, va riconosciuto il buon lavoro svolto negli ultimi dieci anni dal presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, così come la proficua attività condotta dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Queste due figure sintetizzano al meglio il mio concetto di amministratore pubblico: una personalità che abbia la capacità di ascoltare i cittadini, ma anche una visione concreta rispetto alla soluzione dei problemi».
Qual è la prima cosa che farà se sarà eletto presidente della Provincia?
«Il primo provvedimento che adotterò andrà nella direzione di dare piena esecutività alla “Stazione unica appaltante”. L’amministrazione provinciale non farà una sola gara se non attraverso tale procedura, affidata alla Prefettura di Caserta» .
articolo di Gianluca Abate | CorrieredelMezzogiorno
Lascia un commento
Nessun Commento for “Patto bipartisan per la Provincia di Caserta: indagati fuori dalle liste”
Post a comment