Subito dopo aver appreso del ritrovamento della colonia dei tritoni, ed al fine di garantire la tutela del patrimonio faunistico marcianisano, il sindaco Antonio Tartaglione ha fissato un incontro con i volontari dell’Arci Caccia, fautori della scoperta.
Al vertice, che si terrà nel pomeriggio di mercoledì 3 febbraio, e a cui parteciperanno anche l’assessore alle politiche territoriali Ciro Costagliola e l’assessore alle politiche ambientali Paride Amoroso, si discuterà delle modalità da porre in essere per tutelare gli esemplari rinvenuti, nonché dei provvedimenti adottabili per favorire la naturalizzazione di aree paesaggistiche compromesse, anche sfruttando le tradizionali pratiche agricole.
Nel caso specifico si vaglieranno le possibilità di attuazione di un “parco agricolo”, costituito da lotti da delimitare, proteggere, e destinare alla coltivazione.
Il ritrovamento dei due tritoni è stato salutato dal sindaco Antonio Tartaglione con grande favore, dal momento che rappresenta il segno tangibile della possibilità di recupero del territorio. Esso funge altresì da favorevole occasione per il ripristino delle tradizioni agricole che sono parte integrante dell’identità collettiva dei marcianisani, e pertanto vessillo di una cultura da salvaguardare.
Soddisfatti per l’invito, i volontari dell’Arci Caccia, e cioè Alessandro Petruolo e Pasquale Gionti, accompagnati dall’arch. Aniello Iuliano, hanno immediatamente confermato la loro presenza alla riunione.

Le principali cause del declino delle popolazioni dei tritoni (anfibi) consistono nella distruzione dell’habitat (inquinamento, costruzione di dighe, captazione delle sorgenti), nell’introduzione di specie ittiche e nella raccolta di esemplari a fini commerciali o puramente amatoriali e scientifici.
Tritone italico
Status e distribuzione dei tritoni
I tritoni costituiscono un gruppo di specie generalmente poco conosciuto; ciò non è comunque stato sufficiente a garantire loro una maggiore protezione, soprattutto a causa della forte antropizzazione cui sono stati soggetti i loro habitat preferiti. Questo ha comportato la riduzione e la frammentazione dell’areale per numerose specie di tritoni; inoltre alcune entità sono state scoperte in Italia solo recentemente.
Il tritone alpestre (Triturus alpestris), assai diffuso in Europa, è presente in Italia peninsulare con due sottospecie: il tritone alpestre appenninico (Triturus alpestris apuanus), distribuito dalla Francia sudorientale all’Appennino Tosco-Emiliano, - con popolazioni relitte nell’alta Maremma, nelle colline del Chianti e nei Monti della Laga - e il tritone alpestre di Calabria (Triturus alpestris inexpectatus), presente solo in alcuni laghetti della Catena Costiera calabra. La specie del tritone alpestre è inserita dall’IUCN nella categoria di minaccia LC-Least Concern (a rischio minimo).
Tassonomia e altre informazioni sullo status del tritone alpestre: vai alla pagina del sito IUCN Red List >>
Tritone punteggiato (Archivio WWF - foto A. Cambone R. Isotti / Homo ambiens)Il tritone italiano (Triturus italicus) è un endemismo appenninico limitato all’Italia centro-meridionale mentre il tritone punteggiato (Triturus vulgaris vulgaris) è una specie eurocentroasiatica, distribuita in tutte le regioni dell’Italia centrale e settentrionale con la sottospecie Triturus vulgaris meridionalis; recentemente è stata segnalata in diverse località in provincia di Udine la sottospecie Triturus vulgaris vulgaris, di cui tuttora non si hanno informazioni dettagliate.
Tassonomia e altre informazioni sullo status del tritone italico: vai alla pagina del sito IUCN Red List >>
Tassonomia e altre informazioni sullo status del tritone punteggiato: vai alla pagina del sito IUCN Red List >>
In Italia è altresì presente il tritone sardo (Euproctus platycephalus), un endemismo della Sardegna estremamente raro in tutta l’isola tanto da essere considerato con molta probabilità l’anfibio più raro d’Europa. la specie è inserita dall’IUCN nella categoria di minaccia EN-Endangered (minacciata).
Tassonomia e altre informazioni sullo status del tritone sardo: vai alla pagina del sito IUCN Red List >>
Biologia dei tritoni
I tritoni sono specie prevalentemente legate agli ambienti acquatici dove, a seconda del carattere stagionale o perenne delle acque e della fenologia delle diverse popolazioni, si possono trattenere anche tutto l’anno. La riproduzione nel genere Triturus, avviene attraverso complessi corteggiamenti acquatici perlopiù nel periodo invernale-primaverile, quando i maschi sviluppano una caratteristica livrea nuziale; anche nel genere Euproctus l’amplesso è molto articolato sebbene si svolga diversamente dagli altri tritoni.
I tritoni si nutrono generalmente di piccoli invertebrati, e talvolta non disdegnano le larve della loro stessa specie. Le larve, anch’esse carnivore, possono impiegare da pochi mesi fino a due anni per svilupparsi, a seconda del clima. Alcune popolazioni manifestano frequenti casi di neotenia e più raramente di albinismo. Una particolare caratteristica dei tritoni, comune anche tra le salamandre, è quella di riuscire a rigenerare alcune parti del corpo amputate o perdute, tra cui la coda, gli arti e persino il cristallino degli occhi. Tutto ciò naturalmente li rende interessanti animali “da laboratorio”.
Conservazione dei tritoni
Come per le altre popolazioni di anfibi e rettili le principali cause del declino consistono nella distruzione dell’habitat (inquinamento, costruzione di dighe, captazione delle sorgenti), nell’introduzione di specie ittiche, nonchè nella raccolta di esemplari a fini commerciali o puramente amatoriali e scientifici. Per queste specie, appartenenti alla cosiddetta “fauna minore”, risulta determinante la definizione di un’apposita legge nazionale in grado di garantirne la protezione anche attraverso severe sanzioni. Altrettanto necessari risultano l’intensificazione delle ricerche mirate all’individuazione dei siti riproduttivi e al monitoraggio delle popolazioni, il divieto di introduzione di specie ittiche e l’istituzione di aree protette nelle stazioni di presenza reali o potenziali.
Bibliografia consigliata
- Arnold E.N., Burton J.A., 1985. Guida dei Rettili e degli Anfibi d’Europa. F. Muzzio Ed., Padova.
A cura di Riccardo Scalera | WWF