Il lavoro di… Enzo Raucci
scritto da Ornella Scognamiglio
MARCIANISE (Caserta) - Enzo Raucci è il presidente di “Unart group” associazione culturale universitaria non a scopo di lucro di Marcianise; nata dal desiderio di valorizzare e promuovere “Terra di Lavoro” con attività formative, culturali e ricreative, impegnando i giovani del territorio. Raucci proietta le idee che nascono dai laboratori creativi in una serie di progetti importanti premiati anche con notevoli riconoscimenti, ma il suo desiderio oltre alla laurea in Ingegneria è quello di estendere le attività dell’associazione nel settore turistico per attrarre sempre più persone nella nostra provincia.
Come ha cominciato il suo lavoro?
Io, in realtà sono ancora uno studente di Ingegneria Elettronica, tutto è iniziato quando il mio professore di Controlli Automatici (prof. Alberto Cavallo) del terzo anno di Ingegneria, un giorno mi disse che vedeva in me forti capacità organizzative, mi consigliava di investirle nel mondo dello spettacolo e magari di metterle a profitto civico.
E’ stato questo, dunque, a spingerti in questa esperienza?
Si, infatti la mia prima esperienza di organizzatore di attività culturali nacque dalla necessità (avvertita da noi rappresentanti degli studenti e dai professori) di evitare che lo studente di ingegneria divenisse una persona grigia, quindi dovevamo contornare di altri sapori la vita universitaria.
Quindi qual è stata la prima attività che hai organizzato?
Ho iniziato nel 1997, in collaborazione del prof. A. Cavallo, con una rassegna di musica classica svolta nella chiesa dell’Annunziata, sita all’interno della facoltà di ingegneria, ricevendo anche il patrocinio del vescovo di Aversa. Da lì sono nate altre attività, rassegne teatrali, cinematografiche, e con degli amici aprimmo pure una cooperativa sociale con anche obiettivi editoriali, non andata benissimo. Da quel gruppo partimmo per un’esperienza un po’ più forte, anche dal punto di vista culturale-lavorativo, perché applicammo la cultura all’enogastronomia, inventando
un’esperienza che è durata 7 anni e che è finita nel 2006.
Di cosa si trattava esattamente?
Era un ristorante dove si faceva, e forse si fa ancora, cultura-enogastronomica, nel senso che noi accostavamo ai colori ed ai sapori del piatto, i vini e l’arte della pittura ad esempio, siamo stati i primi a Caserta a proporre la carne di bufala, nel periodo della psicosi della mucca pazza.
Quindi non solo un ristorante ma anche un luogo d’arte?
Sì, cucina creativa con prodotti del territorio con accostamenti di colori, sapori, odori, un’attività con esperienze multisensoriali. Avevamo una carta dei vini nazionale ed internazionale, ovviamente dando sempre il giusto risalto ai vini campani. Un luogo dove si organizzavano mostre di gioielli artigianali, fotografie, sculture, degustazioni, interventi con cantautori, letture, reading letterari e tant’altro.
Questo sempre a Caserta?
A Capua, noi nel giro di tre anni siamo stati in quasi tutte le guide d’Italia e anche d’Europa. E un’attività che poi due anni fa abbiamo smesso di fare, perché ci stiamo dedicando di più allo studio, mi mancano tre esami alla laurea, studi che, purtroppo, avendo un ristorante non puoi approfondire.
Lei è il presidente dell’associazione Unart group, come è nata?
L’associazione è nata, nel 2005, dalla volontà di fare attività culturali, sociali, formative e ricreative, per i giovani di Terra di Lavoro e nel contempo promozionare e valorizzare la nostra terra, attraverso questo tipo di attività.
Siamo partiti da Marcianise, perché è la mia città, ed inoltre perché è la città dei club e delle associazioni, quindi c’è un forte senso locale e territoriale dello stare assieme e nel fare le cose insieme.
Non partivo da zero, in quanto ero forte dell’aiuto di
che è un gruppo di studenti fortemente radicato nella Seconda Università degli studi di Napoli, del quale sono socio fondatore, e quindi unendo ad esso le peculiarità dei giovani di Marcianise, facendo un po’ di sintesi è nata “Unart Group”. Un’associazione i cui soci vengono da tutta la provincia di Caserta oltre che da Marcianise, ed è per questo che le nostre attività formative, culturali e ricreative vengono svolte a Marcianise ma anche in tutta la provincia di Caserta.
Quali attività proponete?
Sicuramente attività laboratoriali, Unart Group è uno spazio aggregativo culturale ma soprattutto un laboratorio di idee. Difficilmente facciamo attività fine a se stessa, il tutto è sempre il risultato di un laboratorio o di un percorso o di un progetto di media e lunga durata.
La massima espressione di questo concetto, oltre ai corsi di danza popolare, i corsi di pittura, di scrittura creativa, sono le attività teatrali ed i cortometraggi che realizziamo.
Qualche esempio?
L’anno scorso ad esempio, abbiamo realizzato “Vietato a qualche minore di 14 anni”, un cortometraggio che tratta il tema dell’immigrazione, dei lavavetri e della tutela dei minori; frutto di laboratori di scrittura creativa, fotografia e regia, interamente realizzato con risorse umane e location di Terra di lavoro e che è stato proiettato e discusso in TV e su Sky. Il nostro lavoro ha ricevuto anche l’alto patrocinio morale dei Ministeri di Pubblica Istruzione e della Giustizia, ha vinto svariati festival, abbiamo vinto anche il primo premio al festival dei “tulipani neri di seta” di Roma per la sceneggiatura. Sceneggiatura che è stata il risultato di un laboratorio seguito da 24 giovani; ed è questo un esempio lampante che i nostri risultati sono risultati che vengono da un lavoro di coinvolgimento e di condivisione, che esprimo un gruppo.
Di quale dei vostri progetti siete fieri?
Un vanto per noi è stato quando il Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (all’epoca l’assessore alla cultura del comune di SMCV era la dinamica Paola Servillo) è uscito per la prima volta in visione nazionale su RAI2 - palcoscenico (programma interamente dedicato allo spettacolo di prosa e musica), attraverso una nostra attività, della quale abbiamo fatto due edizioni “Il sorriso nelle città universitarie”.
E di cosa si tratta?
“Il Sorriso nelle città universitarie” è una rassegna itinerante di teatro e cabaret, finanziata dalla Sun, e che viene svolta in tutte le città universitarie della provincia di Caserta. In particolar modo, nell’edizione di 2 anni fa, scegliemmo, io e la direttrice artistica Imma Allocca, di inserire nel cartellone di sei appuntamenti, uno spettacolo-denuncia quale “I fiori del latte” di Eduardo Tartaglia, mai scelta fu più azzeccata, in quanto per l’occasione vennero le telecamere di RAI2 - palcoscenico a farne le riprese. Il tema che veniva trattato, e che mai come adesso risulta essere attuale, parlava del latte di bufala, della diossina, dei rifiuti tossici e di tutto ciò che c’era e che c’è, intorno alla filiera bufalina. E proprio di recente, un mese fa circa (precisamente l’8 febbraio 2008) la commedia è andata in onda su RAI2.
Come riesce a coinvolgere i giovani?
Siamo un associazione fatta completamente da giovani; siamo quasi 50 iscritti di età inclusa tra i 20 e i 34 anni; il nostro problema è inverso, non sempre riusciamo a coinvolgere gli adulti.
Che mezzi utilizzate per farvi conoscere?
Abbiamo imparato a fare i comunicati stampa, che non è cosa scontata. Attraverso il lavoro delle esperienze fatte sul territorio, conoscendo i giornalisti, abbiamo raccolto ed organizzata la nostra mailing list fatta di indirizzi email di giornali e di siti che fanno comunicazione. Inoltre abbiamo anche un nostro blog www.unartgroup.it dal quale comunichiamo le nostre attività.
Quindi utilizzate soprattutto internet e le nuove tecnologie?
Sì, ormai internet ha questo impatto fortissimo, una qualsiasi attività deve utilizzarlo.
Lei è quasi ingegnere, come riesce ad abbinare l’ingegneria alla sua passione per l’arte la cultura?
L’ingegnere è colui che usa l’ingegno e quindi la creatività, ed è questa la parola chiave, in quanto credo che la creatività sia l’interfaccia tra i due mondi, ovviamente includendo la matematica che è una scienza niente affatto lontana dall’arte.
Progetti per il futuro?
Come associazione noi non possiamo che porci come obiettivo quello di crescere e di continuare il nostro lavoro a un livello un po’ più alto, coinvolgendo sempre più persone e magari iniziando a lavorare con le nostre attività anche per il turismo. Questo è un nostro obiettivo, che tra l’altro avevo già raggiunto con l’Osteria dei Nobiluomini, dove ricordo che il sabato a pranzo avevamo clienti giapponesi, tedeschi e francesi (ovviamente anche per la presenza del museo campano), oltre ai turisti enogastronomici di tutta Italia, indirizzati dalle guide.
Personalmente, invece, quali sono i suoi obiettivi?
Oltre al conseguimento della laurea, nel campo professionale miro a trovare una sintesi lavorativa tra le mia anime scientifica e quella umanistica, dedicandomi all’energia alternativa e per raggiungere l’obiettivo di essere “Energy Manager“.
Nell’ambito sociale, un mio obiettivo è quello di riuscire ad indirizzare le energie locali verso una crescita economica e sociale che va oltre la Reggia di Caserta, e cercare di mettere a profitto civico le esperienze dei giovani volenterosi di Terra di Lavoro. Ci sto provando con la nostra associazione, ed un esempio del mio e del nostro impegno, è stata la ricerca storica svolta su Leopoldo Mugnone e sul teatro Mugnone di Marcianise. Il tutto ha avuto inizio da una semplice domanda: Perché a Marcianise c’è un teatro dedicato a Mugnone e soprattutto chi è Mugnone? Da queste domande è nato un progetto, svolto in collaborazione con l’assessore alla cultura del comune di marcianise (dott. Alessandro Tartaglione), che abbiamo presentato al concorso nazionale “Giovani Idee cambiano l’Italia”, l’idea è quella di far entrare in un circuito turistico-culturale-musicale la città di Marcianise, destinando una parte del teatro Mugnone a museo ed archivio di tutte le Opere del grande M° Leopoldo Mugnone, direttore d’orchestra universalmente noto e che ad esempio ha reso famosa la “Cavalleria Rusticana di Mascagni”. Purtroppo per complicazioni burocratiche e per responsabilità delle Poste Italiane, il progetto non è andato a buon fine, ma appena avremo la nostra, lo ripresenteremo.
Carissimo sig. Enzo Raucci.
Apprezzo la sua lodevole iniziativa, ma ho da dirle che il suo volto impresso nella foto è identico, se memoria non mi inganna, a quello di Giuseppe Verdi sulla oramai compianta MILLE LIRE.
Distinti saluti
Il marcianisano
Caro marcianisano ti ringrazio, essere accostato per somiglianza a Giuseppe Verdi mi onora,
… ma non è che mi stai dando, in modo elegante, dell’antico ?
beh, io avrei detto Rembrandt!
saluti affettuosi
ciao,
parlando con amici ho scoperto questa associazione abbastanza interessante, ma quello che è più strano e il Presidente, in quanto nel guardarlo bene ho scoperto essere un mio compagno delle elementari.
mi farebbe piacere rivederti
saluti
TINA PETITT
Cara Concetta Petit, perchè dici che il presidente è stano ???
…anche a me farebbe piacere rivederti,
quando vuoi …
ma dove abiti adesso ?
tutto cambia e si trasforma…complimenti per l’impegno e le tante idee!!!!
buonA vitA!!!